FOUND FOOTAGE… CHE PASSIONE!

“Doc 33” e “End Roll” sono due pellicole, rispettivamente del 2010 e 2011, dirette da Giacomo Gabrielli, che per il secondo si è avvalso della collaborazione di Daniele Misischia. Sono entrambi dei found footage, ovvero dei finti documentari (mockumentary) girati in maniera amatoriale che riprendono situazioni che stanziano in bilico tra finzione e realtà. Reportage che tendono a mostrare quanto avvenuto ai protagonisti in un momento precedente al ritrovamento del “documento” che viene in seguito messo a disposizione di chi guarda. 

Il padre di questo genere, che solo da un decennio a questa parte ha invaso letteralmente il mercato del cinema, si può dire essere stato Deodato con uno dei cannibal movie più famoso e controverso di sempre. Il suo Cannibal Holocaust (1980) ha aperto infatti, in tempi non sospetti, le danze a quello che solo dopo The Blair Witch Project, è diventato un vero e proprio fenomeno. Quindi il primato di questo modo di fare cinema si può dire sia tutto italiano. Purtroppo, dopo l’avvento di TBWP, che poteva dirsi in un qualche modo originale, si è andati man mano perdendo questa originalità, e molte delle pellicole partorite in seguito altro non hanno fatto che rimandare a paragoni col film in questione perdendo, per alcuni titoli, di fascino e preventivamente di inventiva.

In questi due film, ad essere omaggiati sono, nel caso di Doc 33, TBWP appunto, e nel secondo “End Roll”, il Paranormal Activity di Oren Peli. Due film low budget che ottennero un successo mondiale rendendoli ad oggi dei piccoli cult del genere.

Doc 33 nasce dalla passione per il film diretto dai registi Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez e dal desiderio del regista di girare un suo mockumentary. Il film è difatti un chiarissimo omaggio al film americano, con citazioni sparpagliate ovunque. Anche qui abbiamo a che fare con dei protagonisti che vogliono svelare un mistero, non quello dei boschi del Maryland, ma quello di un orfanotrofio/convento in quelli dell’Austria. Le riprese del film sono state fatte a cavallo tra il 2009 e il 2010 utilizzando appositamente una vecchia Samsung MiniDv. Le location degli esterni, del parco e della casa appartengono a Cavalese, paese della Val Di Fiemme, mentre per le scene del negozio di elettrodomestici, quello di giocattoli e quelle interne dell’orfanotrofio sono state girate a Moena. Dopo aver accantonato per quasi un anno il progetto, Gabrielli ci ritorna su con l’aiuto di Andrea Zoppis al montaggio per renderlo definitivamente pronto dopo una post produzione fatta soprattutto di color correction e missaggio audio.

 

Per quanto riguarda invece “End Roll”, che omaggia e riprende da vicino il film di Peli, ci si ritrova al cospetto con la solita presenza “casalinga” che finisce con l’impossessarsi di uno dei protagonisti, in questo caso Marta (Susy Suarez), per sfociare, all’apice di manifestazioni sempre più frequenti e di rilievo, nel classico atto finale che conclude il tutto con la morte dei presenti per mano del posseduto di turno. Le manifestazioni hanno inizio all’interno della casa, ma pare che lo spazio prediletto dalla presenza siano le cantine della palazzina in cui vivono le due coinquiline, luogo dove si svolge una buona parte del finale del film.


Nulla di nuovo ed innovativo per questi due titoli, che comunque non si nascondono dietro l’interno per cui sono stati creati.

Entrambi i film, verranno promossi e presentati nei vari circuiti dei Festival all’estero.

Per leggere le recensioni clicca sui titoli:

- Doc 33
- End Roll

Di seguito i trailer dei film

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