RED KROKODIL – LA CHIUSURA DI UN CERCHIO?

Torniamo a parlare, e in questo 2012 avverrà spesso, di Domiziano Cristopharo, per molti, il regista controverso e con più “titoli” del nostro panorama underground italiano. Ultimamente molte le notizie su di lui, dall’uscita in DVD per Elite (USA) di “House of flesh mannequins” e “The Museum of wonders”, a quella imminente, sempre targata Elite, di “P.O.E. – Poetry of Eerie”, di cui tanto si è parlato e  tanto si parlerà, alla lavorazione di  “Bellerofonte” e “P.O.E. 2 – Project of Evil”, progetto che ricalcherà, in maniera più decisiva e “brutale”, le orme del predecessore nonchè l’arrivo, prossimo,  di “Hyde’s Secret Nightmare”, di cui a breve vi proporremo delle chicche.  Ultima e importante news legata a questo personaggio di indubbio impatto artistico, è il futuro “Red Krokodil”, all’interno del quale, lo stesso Domiziano, al momento preferisce non addentrarsi particolarmente.

“Red Krokodil” nasce dall’unione del desiderio del regista di raccontare qualcosa  legato al mondo della droga, che creasse e desse vita ad una sorta di “morto vivente” non abusato, ma personale, e dal racconto inedito dello scrittore napoltano Francesco Scardone, del quale Domiziano è rimasto affascinato. Nasce così una collaborazione che metterà in scena un dramma in chiave neorealista dai risvolti devastanti, come gli effetti della “reale protagonista” del film.

Unico interprete di questa storia sarà Brock Madson, del quale Domiziano dice: “Una persona sensibile e poliedrica, con il giusto aspetto e il giusto spirito per mettersi alla prova in un opera così”.

Le musiche saranno affidate al compositore Kristian Sensini, già presente nei precedenti lavori di Cristopharo, la scenografia a Roberto Papi, anch’esso presente in “Hyde’s Secret Nightmare”  e “P.O.E. 2″, il montaggio ad Alessandro Redaelli e la sceneggiatura a Francesco Scardone, al quale abbiamo chiesto di parlarci del racconto dal quale viene, in parte, ripreso Red krokodil, e di come è nato questo nuovo ed interessante progetto.

[M.L.] – Ciao Francesco, intanto grazie mille per la disponibilità, attualmente la notizia di questa nuova droga russa, il Krokodil appunto, sta facendo il giro del mondo mostrando gli effetti devastanti che porta il suo utilizzo, quando hai scritto il tuo racconto dal quale poi prende spunto il film e quali sono le assonanze che legano le due opere?

[F.S.] -  Ciao Marinella, grazie a te per lo spazio su Non Solo Gor3.
L’idea di sviluppare il mio racconto intorno al krokodil è stata di Domiziano Cristopharo. Quello che lega strettamente le due cose, il film e il racconto, sono senza dubbio, oltre l’ambientazione, l’angoscia e la sofferenza, o, per meglio dire, l’insofferenza che il protagonista sembra avere verso la vita. Quella condizione disumana a cui sembrano costretti gli animi più sensibili ma che poi, in verità, comprende l’intero genere umano. Il mal di vivere, se devo trovare un leit motiv, tra il racconto e il film, è sicuramente l’elemento portante di entrambi i lavori. Un male di vivere che è la causa, sovente, di molte dipendenze, tra cui, appunto, quella della droga. Si deve trovare una ragione per vivere, un motivo per il quale andare avanti. Poi, un altro punto in comune con il racconto, è che anche il film sonderà a fondo le ragioni per le quali un uomo debba scegliere deliberatamente di farsi del male fino a tal punto (per capire di cosa parlo basta guardare sul web qualche video sul krokodil).

[M.L.] – Domiziano è rimasto affascinato da questo racconto, tanto che è arrivato a proporti la collaborazione, com’è avvenuto il tutto e come hai preso la cosa, quale è stata la tua reazione?

[F.S.] – Ho conosciuto Domiziano su Facebook. L’ho aggiunto tra le mie amicizie dopo aver visto il suo film House of the flesh mannequins, che mi aveva molto affascinato. Diciamo che, in pratica, la collaborazione è nata in modo molto spontaneo e naturale: dopo qualche mese che scambiavamo, spesso, qualche chiacchiera sul social network, lui mi ha chiesto di leggere qualcosa di mio. Da lì ha preso il via il progetto.

[M.L.] -  Senza entrare troppo nel dettaglio, in quanto credo sia ancora presto per parlarne, oltre alla volontà del regista stesso nel mantenere un certo tipo di riserbo in merito, quale pensi che sarà l’impatto di questo film e come vedi il suo sviluppo?

[F.S.] – Penso che Red Krokodil avrà un forte impatto sugli spettatori. Anche il solo fatto di cronaca così straziante e assurdo (la dipendenza da questa nuova e così terribile droga) da cui prende le mosse può servire a farsi un’idea di che tipo di film ci si appresta a vedere. Per quello che riguarda lo sviluppo, non so dirti molto visto che è comunque il regista che si occupa di tutto il resto. Io mi limito a cercare di perfezionare sempre più la sceneggiatura già completa sulla quale continuiamo a lavorare.

[M.L.] – Come definiresti Red krokodil?

[F.S.] – Se dovessi usare dei semplici aggettivi, userei i seguenti: estremo, duro, eccessivo ma, allo stesso tempo, immensamente malinconico e, in un certo qual senso, morbosamente poetico.

Ringraziamo Francesco per la totale disponibilità e  lo stesso Domiziano. Non ci resta quindi che vedere cosa succederà e come si evolverà questo nuovo lavoro che potrebbe rivelarsi l’ultimo anello, quello mancante, per la chiusura di un cerchio… sarà veramente così? 

Vi terremo aggiornati.

 

 

 

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