RECENSIONE “UBALDO TERZANI HORROR SHOW”

[Di Joel Pagini]

Opera seconda del regista Gabriele Albanesi, che si è fatto notare per lo splatter “Il bosco fuori” questo Ubaldo Terzani Horror Show è un film che, purtroppo, tradisce le aspettative che lui stesso crea.

E quali sono queste aspettative?

Bene, cominciando dal titolo, “horror show”, mi fa pensare a qualcosa di pirotecnico, movimentato, e spettacolare, uno show dell’orrore, appunto. Che questo sia quello a cui assisteremo o solo l’ambientazione o il nucleo della trama, non importa, perchè tanto dell’horror show non c’è traccia.

Altra aspettativa: lo splatter. Conoscendo il regista, l’effettista (Stivaletti) il distributore USA (Raimi) e anche solo guardando la locandina, viene da pensare che assisteremo ad un tripudio gore, cosa che non avviene. Gli effetti speciali sono si ottimi, grazie proprio a Stivaletti, e anche ingegnosi, ma troppo pochi per il gorehound medio, complice anche il bassissimo bodycount che non permette chissà quali omicidi e torture.

Punto terzo, la trama.

All’inizio del film e per la prima parte veniamo gettati nel mondo del cinema horror italiano indipendente, le citazioni fioccano e l’appassionato si perde nelle decine di t-shirt e locandine che si rifanno ai film culto dell’Italia anni ’70 e ’80, fino ad arrivare ad “Un gatto nel cervello” che scorre in tv in casa del protagonista. Metacinema quindi (cinema dentro al cinema), in questo caso underground nell’underground…e invece no, perchè nella seconda parte tutto questo viene accantonato.

Cosa tratta dunque il film?

Praticamente la trama riguarda un giovane regista che viene affiancato ad Ubaldo Terzani, scrittore horror di fama mondiale, che deve seguirlo nella stesura del suo copione. Se il titolo non ci aveva spoilerato abbastanza, qualche dettaglio in qua e là non lascia il segreto di Terzani “segreto” per molto tempo, e lo spettatore si fa un idea piuttosto chiara su di lui e su quello che nasconde. In mezzo a qualche schizzo gore nella prima parte, il resto è soltanto un esaltazione del protagonista del film, che è Ubaldo e non il giovane regista, e dei suoi aspetti più grotteschi.
Il personaggio di certo non è banale, ma è spesso troppo buffo per essere davvero inquietante ma troppo serio per essere davvero divertente.

Così, fra Terzani che si ubriaca e fa festa con i clichè tipici della bella vita italiana, Terzani che si atteggia con la ragazza del regista come un dodicenne e Terzani che si fa una canna, i momenti di tensione latitano, il gore pure e la trama non pare spiccare il volo.

Il finale, poi, è troppo rapido e troppo banale.

Il film, tutto sommato, si lascia vedere tranquillamente, quantomeno per il suo lato tecnico, i suoi SFX stupendi, gli attori tutti di buon livello e le musiche ben curate. Meno buona la regia, che appare davvero standard in alcuni casi.
Si lascia vedere quindi, ma dubito che qualcuno desideri una seconda visione, l’appassionato horror dopotutto, ha visto decine di film migliori di questo ed il non appassionato non riuscirà a scusare al film le sue lacune.

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