INTERVISTA A FEDERICO ZAMPAGLIONE

 [Di Stefano Cavalli]

Pochi giorni fa abbiamo parlato di “Tulpa”, il nuovo film di Federico Zampaglione, per molti noto come il cantante e fondatore dei Tiromancino  che da qualche anno si è lanciato nella mischia, dando sfogo ad un’altra sua grande passione; il cinema. Nel 2007 firma il suo esordio cinematografico con “Nero Bifamiliare”, commedia noir,  e nel 2009 dirige il più conosciuto e discusso “Shadow”. Gli abbiamo fatto qualche domanda e di seguito l’intervista alla quale si è gentilmemte prestato.

[S.C.] – Ciao Federico. Iniziamo dal 2005 quando curi sceneggiatura e regia del videoclip “Un tempo piccolo” del tuo gruppo “Tiromancino”, omaggio al cinema fantascientico americano anni 50′ e al contempo strizzata d’occhio alla produzione nostrana “di genere”, con la presenza di Angelo Infanti. Quando e come nasce in te la passione per il racconto “filmato”?

[F.Z.] - Ero molto piccolo quando il cinema e’ entrato nella mia vita. Ricordo di aver visto ANTROPOPHAGUS di Joe D’ amato in una tv privata e di esserne rimasto terrorrizzato ed affascinato al tempo stesso. Il cinema di genere in particolare mi ha sempre rapito, da Argento a  Fulci, da Bava a Margheriti, passando per i poliziotteschi di Lenzi e di Di Leo o gli estermismi di Deodato . Amavo anche i vari film Sci-Fi giapponesi con mostri alati e astronavi modellino , nonche’ le commedie porcellino, con tanto di docce di Nadia Cassini e Gloria Guida. Tutte queste pellicole cosi’ audaci e d’ impatto hanno segnato il mio gusto cinematografico in modo indelebile.

[S.C.] – Arriviamo quindi al 2007 quando firmi “Nero Bifamilare”, una bestia “strana”, forse troppo per la critica che tende a incasellare ad ogni costo e che in questa occasione si è trovata spiazzata. Certamente da questa commistione di stili narrativi e visivi viene fuori una sorta di bignami dei tuoi riferimenti cinematografici; dalla commedia sexy fino ad arrivare a Leone, passando per Fellini (in una bellissima sequenza onirica). Che cosa ti resta a qualche anno di distanza della tua “prima volta”?

[F.Z.] – Ricordo quel film con grande affetto . E’ stata la mia prima esperienza su di un vero set cinematografico ed ho imparato molto. Il film in realta’ aveva due anime fin troppo distinte..una nera che voleva andare verso il giallo, ed una piu’ leggera e tendente al comico. Francamente io mi rispecchio nella parte piu’ dark, che era in effetti l’ unica ad interessarmi davvero anche visivamente. Il lato comedy era un esigenza dei produttori che puntavano di brutto su quel versante..bah…
In ogni caso credo che in quel film ci siano diversi spunti indicativi di dove poi sarei andato a parare.

[S.C.] – Un aspetto interessante del film, soprattuto alla luce del successivo “Shadow”, è la descrizione di questo mondo popolato da “mostri” travestiti da borghesi, meschini e viscidi, incapaci di guardare oltre il proprio naso. Al di là della brevissima sequenza di tortura, possiamo dire che, in tal senso, “Nero Bifamiliare” è l’antipasto di quello che verrà dopo?

[F.Z.] – L’ orrore nasce preferibilmente dal reale, e quel tipo di umanita’ tronfia, meschina e gretta e’ sinceramente piu’ spaventosa di qualunque mostro.. pensa poi ad abitarci accanto che piacere..da far rimpiangere di non avere come vicini gli Addams.

[S.C.] – Nel 2008 una nuova regia per il videoclip “Quasi 40”, sempre per i tuoi “Tiromancino”. Una canzone sul crescere raccontata attraverso un’esibizione ironica e retrò. Da dove sei partito per l’ideazione e la realizzazione del video?

[F.Z.] – [Quel video era un gioco, un momento di sdrammatizzazione ed autoironia. A volte vestire i panni del cantautore serio ed impegnato e’ palloso ed avevo bisogno di prendere una pausa . Compiere quarant’ anni in effetti ti fa automaticamente chiedere ” Che cazzo ho fatto fino adesso ?..”

[S.C.] – L’anno dopo è quindi quello di “Shadow”, giustamente salutato con sollievo di chi, dopo tante delusioni e finte promesse, si trova davanti un prodotto diretto, senza tanti fronzoli autoriali e che va dritto al punto, oltre a non farci sfigurare rispetto alle produzione coeve americane. Quanto è “costato” riuscire a portare a casa un risultato così coerentemente riuscito?

[F.Z.] – Shadow e’ stato un film voluto e sofferto. In molti pensavano fossi impazzito a far uscire qualcosa di cosi’ nettamente in contrasto con il mio immaginario musicale e con l’ immagine che la gente aveva di me. Due Destini infatti, non suona esattamente come More Human Than Human di Rob Zombie..per rimanere in tema di musicisti prestati all’ horror.
Il rischio era davvero alto, ma l’ amore per il cinema di genere e la rabbia nel vederlo dimenticato e snobbato proprio nel nostro paese che ne fu fucina , mi hanno portato a mettere in gioco tutto ciò che avevo costruito . Ma il successo in fondo e’ fare ciò che ti piace.. e io per fortuna ho fatto Outing, dichiarando tutta la mia passione per il cinema del terrore.

[S.C.] – L’attesa ora è tutta per “Tulpa”, un titolo molto esoterico e che, da quello che ho letto, virerà il tuo stile verso il cinema del primo Argento. A che punto è la lavorazione?

[F.Z.] – Gireremo tra poco, e’ un film molto cupo ed estremamente violento. Onestamente si preannuncia molto difficile da fare , dovro’ concentrarmi tantissimo…spero venga fuori un buon lavoro ma non sara’ una passeggiata, non lo sara’ affatto.

[S.C.] – Ringranziandoti per la tua disponibilità ti auguriamo un grande 2012 (Maya permettendo) e ci aguriamo di poter tornare presto in sala per gustarci i “piccoli (grandi) brividi” che hai dimostrato di saperci regalare.

[F.Z.] – Grazie davvero e speriamo che questo 2012 ..non porti davvero alla fine del mondo…ma se cosi’ sara’… torneremo puntualmente sulla terra, come gli zombi di zio George. Amen.

 

Licenza Creative Commons Questo sito è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.
Hit counter by goldbetreview