RECENSIONE “COSI’ LO SO DIRE”

[Di Marinella Landi]

“Così lo so dire”, del regista Antonio Esposito, è la storia di una forte amicizia che si crea tra Lorenzo, giovane laureando in cerca di un’occupazione part time per guadagnare qualcosina, e Giorgio, ragazzo autistico amante del cinema e della poesia. Il loro incontro avviene quando Lorenzo inizia il suo lavoro presso l’Istituto per diversamente abili nel quale vive anche Giorgio, luogo che vedrà la nascita anche della storia d’amore con la collega Giovanna.

Il film, primo lungometraggio del regista, presenta tecnicamente dei difetti e risulta, non sempre, ma in alcuni momenti qualitativamente “grezzo” rispetto alle conoscenze e l’esperienza che ne hanno alzato la qualità con i lavori successivi, su tutti l’ultimo “L’altra città” ( in uscita a gennaio 2012 )

Nonostante non si possa lodare da questo punto di vista, il film riesce ad ogni modo a coinvolgerti in una storia forte e ben interpretata da tutti, in modo particolare ben riuscita l’interpretazione di Pasquale Incarnato nei panni di Giorgio.

Una storia sociale che racchiude in se uno dei valori più importanti come l’amicizia, quella vera e quella che va oltre tanti pregiudizi che spesso sono causa inutile di muri e distanze. Un film che si lascia guardare e soprattutto apprezzare nonostante manchi di una mano esperta, che riesce comunque a creare le situazioni giuste per provare qualcosa, soprattutto sul finale che ti porta a pensare quanto la vita, spesso e volentieri, sia davvero una carogna.

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