RECENSIONE “NYMPHA”

[Di Joel Pagini]

Raramente, nel cinema horror moderno, la ricerca di qualcosa di nuovo o di uno stile personale va a buon fine, tutto sembra già stato pensato, filmato e proiettato, quindi immaginate la mia gioia nel vedere che un film come Nympha che riesce a mettere su schermo delle idee con uno stile, quello di Ivan Zuccon, che non ho trovato in altri lavori se non ne i suoi precedenti.

Nympha è il quarto lungometraggio del regista, ma a mio parere il secondo della sua vera maturità artistica (raggiunta con La casa sfuggita, sebbene bad Brains sia un ottimo prodotto). Questo film infatti porta all’apice le caratteristiche tecniche e narrative tipiche di Zuccon, con un mix ottimamente riuscito di atmosfera, gore e weird, senza che nessuna delle componenti soffochi le altre.

Sulla trama del film, su cui non mi dilungo per evitare il rischio di spoiler, parla di una ragazza che decide di farsi suora e per questo si trasferirà in un convento in Italia gestito da monache che appartengono al credo del “Nuovo Ordine”, una forma distorta di cristianesimo fatto di dolore, sofferenza e prove da superare per arrivare ad essere vicini al Signore.

Il tocco di Zuccon si sente molto, visto che la storia presenta in realtà due linee narrative separate cronologicamente che si alternano via via nel proseguire del film (cosa che era presente anche ne La casa sfuggita, sebbene qui il tutto risulti meno caotico), ma anche nelle atmosfere con cui il regista riesce ad omaggiare il grande Lovecraft pur con uno dei suoi pochi film non tratti dai racconti dello scrittore di Providence. Impossibile non rivedere il terrore dell’ignoto di HPL nell’orrore senza nome e senza volto nascosto dietro una porta sbarrata, così come il “Nuovo Ordine”, pur essendo una versione distorta del Cristianesimo, rievoca le atmosfera corrotte e malata dei cultisti di Innsmouth.

Parlando del reparto tecnico, l’uso delle luci è uno degli aspetti che più mi ha colpito in questa pellicola, l’uso che ne viene fatto è ottimo ed è ben gestito dai movimenti di camera. Non meno buoni gli sfx gore, che personalmente, però, avrei aumentato in termini di quantità, rimane il fatto che assistiamo ad alcune scene di tortura molto efficaci e che hanno il pregio di zittire quelli che criticano spesso il gore accusandolo di essere gratuito: qui le scene crude lo sono con uno scopo ben preciso, scopo che non rivelerò, ovviamente.

Mi sembra quasi scontato parlare di come questo film sia stato ignorato in Italia e non sia disponibile nella nostra lingua, non disperate: il film è per una buona metà parlato in italiano ma i dialoghi in inglese sono scanditi in modo eccellente e di facilissima comprensione.
Un motivo in più per avvicinarsi a Nympha, film che racchiude tutte le caratteristiche stilistiche positive di un regista, purtroppo poco conosciuto in Italia, e che proprio per questo lo consiglio come primo film da vedere per coloro che vogliono avvicinarsi questo autore.

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