RECENSIONE “BAD BRAINS”

[Di Joel Pagini]

 

Bad Brains è il quarto film di Zuccon ed il primo che si stacca completamente da Lovecraft, pur essendo anche questa una pellicola basata su un romanzo.
Purtroppo in questo film tornano a farsi vedere alcuni difetti già visti nelle prime due opere di Zuccon e che apparivano invece superati nel precedente film, parlo sopratutto della fotografia e della recitazione, la prima più impersonale e meno curata di quanto non lo fosse nella precedente opera mentre la seconda, sebbene sia buona, non riesce ad essere costante per tutta la durata del film con alcuni momenti in cui la sensazione di vedere gli attori che, semplicemente, recitano, diventa fastidiosa.

Zuccon conferma, però, il suo talento come costruttore di atmosfere: se nei precedenti film erano lovecraftiane, qui le vedo quasi Vogeliane (NdJ. Riferito a Fred Vogel, regista di August Underground) cosa che sottolineo essere intesa in senso positivo, in quanto l’aria che si respira nel film è quella malata, sporca e macchiata di sangue, non fresco, ma incrostato e color ruggine. L’atmosfera, insomma, che mi ricorda gli scantinati di August Underground e che mi aspetto di trovare in un film che parla di serial killer turbati mentalmente.

La violenza effettiva del prodotto non è altissima, così come gli sfx splatter: c’è molto sangue e molte scene crude, ma spesso queste scene rimangono off-screen, scelta che se da un lato è pregevole, visto che è molto facile far parlare di un film abbondando con la violenza visiva, da un altro lato riduce l’impatto che lo spettatore subisce e visto che il tema trattato non è certo dei più leggeri, forse calcare un po’ di più la mano, in questo caso, sarebbe stato utile.
Non è comunque un film per bambini quello che ci troviamo a guardare, i due serial killer sono ottimamente costruiti nella loro follia, che si materializza non solo con le loro azioni e parole, ma anche con le loro visioni e ricordi, oltre a questo ci sono alcune scene che ritengo poter essere disturbanti, pur se limitate nel livello di gore (non dico altro per evitare spoiler…)

La trama lineare costruisce l’intreccio attorno alla psiche dei personaggi piuttosto che ad un succedersi di eventi, scelta che potrebbe risultare piatta per alcuni, ma che io ho trovato azzeccata
Meno azzeccato è il finale che riprende un usanza molto in voga nel cinema horror degli ultimi anni e che io ho sempre visto di cattivo occhio, ossia il finale a flashback in cui viene ripercorso il film fornendo la giusta chiave di lettura: in poche parole, lo spiegone finale.
Ho trovato la scelta deleteria al prodotto stesso, sia perchè il film non era comunque intellegibile sia perchè il bello della follia dei due killer era la sua inspiegabilità, fornire allo spettatore la soluzione finale in modo così chiaro mi è sembrato un passo falso.

Come opera successiva a “la casa sfuggita”, Bad Brains cede qualche punto sul piano tecnico e realizzativo ma risulta vincente sul versante delle emozioni suscitate, anche se forse fare un paragone tra le due opere è sbagliato, in quanto totalmente diverse, ma io considero questi due film le chiavi di volta della carriera di Zuccon, e quindi mi sono permesso di metterle a paragone.
Bad Brains, alla fine, è una discesa nell’abisso di due menti malate, due “cervelli cattivi” che vivono non una follia stereotipata ma una loro personale follia, fatta di ricordi, di traumi, di incognite e anche di regole che solo loro possono capire veramente.

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