INTERVISTA (?!?!) A GUGLIELMO FAVILLA

[Di Marinella Landi]

Bene! Quest’oggi l’intervista “esuberata” a Guglielmo Favilla, anzi, al gemello cattivo, ma è uguale… insomma..piccolo dettaglio sul quale passarci sopra suvvia….

[M.L.] – Ciao Guglielmo, è un piacere intanto! Anche in questo caso non posso esimermi nel chiederti com’è nata la tua passione per la recitazione e soprattutto come sono nati i Licaoni, avendoli insieme ad Alessandro Izzo fondati  nel lontano 1999?

[G.F.] – Mi piace osservare le persone, mi viene naturale cogliere gesti, espressioni, atteggiamenti… a scuola, purtroppo, non ascoltavo quello che dicevano gli insegnanti, ma come lo dicevano…
Dunque…mi sono sempre ammazzato di film fin dalla tenera età, insieme al fumetto, la mia prima passione. Il cinema ha sempre accompagnato il mio percorso di crescita… Da piccolo passavo le ore a vedere – e rivedere – film… con una spiccata preferenza per l’horror, il fantastico, l’action, i polizieschi e la commedia… mi potevi trovare nei primi videonoleggi a fantasticare davanti  alle copertine delle videocassette esposte. Ecco, si può dire che la mia vera passione per il cinema è nata fissando a bocca aperta le “locandine disegnate” di Drew Struzan… anche se non avevi ancora visto un determinato film, da quelle immagini potevi fantasticare OLTRE quello che il film prometteva. Eeeeh. All’epoca bastava una locandina  …ma sto divagando…
Quando sei piccolo  rimani affascinato dalle facce che vedi sullo schermo, quindi la passione per la recitazione nasce semplicemente da quello, dall’emulazione… presto però maturai un acceso interesse anche verso i registi… seguivo le filmografie e mi elettrizzava vedere a gruppi i film di un determinato autore…

Con Alessandro ci conoscemmo nel –mi pare-  ‘94 proprio a un corso di fumetto, altra passione comune… solo che Ale è un disegnatore vero, mentre io  non vado oltre lo scarabocchio da diario… Comunque, per farla breve, da lì rimanemmo in contatto, dapprima  vedendoci saltuariamente e quasi per caso e poi, nel ’99, in un momento particolare della vita di ognuno di noi ci ritrovammo per fare un cortometraggio a quattro mani… vincemmo incredibilmente un concorso e ci gasammo a tal punto da andare avanti…

[M.L.] – Perché il nome Licaoni?

[G.F.] …perché ci faceva ridere. Fu buttato lì da uno dei membri fondatori, Andrea Gambuzza quando ci trovammo per discutere il nome del gruppo che all’epoca debuttava con il primo spettacolo teatrale… Per noi ha spesso funzionato così… quando una parola faceva sbottare a ridere me e Alessandro, la usavamo come titolo dei nostri lavori…  e per il nome del gruppo ci è andata bene, perché all’epoca ci facevano ridere tante altre parole tipo “Grongo”, “Calzini”e “Ghiàino”…

[M.L.] – Nascita quindi importante che vi vede fin da subito impegnati. Come vengono fuori le vostre storie e i vostri sketch?

[G.F.] – Anche qui, tutto ciò che scrivevamo all’inizio era generato da cose che ci  facevano ridere. Tutti i primi lavori. Poi nel 2001 con l’arrivo di Francesca Detti (una mente superiore) i nostri testi si sono raffinati. Non più solo sketch a base di bòtte sui coglioni e rùtti in faccia, dunque, ma umorismo più basato sulla parola, sulla situazione. Che poi Francesca è anche più pazza di noi, sa scrivere di tutto, solo che essendo una mente superiore sa adattarsi all’umorismo più greve ed eccessivo e renderlo comunque qualcosa d’alt(r)o.
Ho già detto che è una mente superiore?

[M.L] – …tre volte, al momento.

[G.F.] – Bene, ci tenevo.
Al momento le redini dei Licaoni sono saldamente in mano a Francesca e Alessandro. Tutto il successo della Serie del Corso di Cazzotti è da attribuire al loro impegno insieme alla Q-Z Arts (altri baldi giovini cineasti indipendenti di Livorno).

[M.L.] – Quale delle regie che hai seguito, spesso insieme al compagno di avventure Alessandro Izzo, ti ha, che ne so, divertito di più e quale quella più difficoltosa?

[G.F.] – Quella a cui sono più legato è sicuramente “Last Blood”… Un corto action, horror, senza dialoghi che contava solo sulle immagini. Il primo lavoro che rappresentò una rottura nell’operato dei Licaoni, fino ad allora prettamente comico e che mise in luce una volontà e una passione anche verso tematiche più oscure, veicolate però dal “genere”. Un lavoro fortemente voluto sia da me che da Alessandro e Francesca …avrebbe dovuto essere l’apripista di una storia molto più vasta… creammo un universo immenso, una sceneggiatura intera per un lungometraggio e il soggetto per un prequel… In più io non ci recitavo, quindi mi son potuto godere meglio tutta la fase delle riprese. Resta il nostro lavoro più premiato, soprattutto all’estero… mentre in Italia fu selezionato in festival di genere e non… solo che ai festival prettamente horror veniva visto come opera troppo d’autore, mentre a quelli più istituzionali, troppo “horror” o di genere…

La regia più difficoltosa? Quella che non ho ancora fatto… SGARAGLò! TRABlagRà! GloBRò!!! (l’intervistato ha un improvviso e feroce attacco di vomito, che getta davanti a sé. Dopo qualche colpo di tosse, si pulisce la bocca con la manica e si ricompone alla meglio).
…pardòn , è che  non mi riesce usare frasi fatte o ad effetto…coff!… er… ti ho preso le scarpe?…coff!

[M.L.] – … No… tranquillo… Una sola.

[G.F.] – Oh… mi dispiace… beh, meglio una che due, no? – ehm…

[M.L.] – …Qual’è il tuo “segreto” per riuscire ad interpretare sempre al meglio ogni parte di cui ti ritrovi a vestire i panni?

[G.F.] – Beh … a parte il bagaglio “tecnico” et nozionistico che ho inglobato al Centro Sperimentale di Roma, la prima cosa è sempre capire il motivo per cui il personaggio fa o dice qualcosa.
Inoltre ogni volta che mi appresto ad interpretare un ruolo cerco di affrontarlo NON facendo tutto ciò che da spettatore NON mi piacerebbe vedere… Questo vale soprattutto per i ruoli drammatici. Per i  ruoli comici è una questione più istintiva. So che cosa mi fa ridere. Magari non è detto che faccia anche ridere gli altri ma la maggior parte delle volte funziona…

[M.L.] – Nella tua lunga carriera, c’è qualcosa del quale ti sei pentito e che tornando indietro non rifaresti?

[G.F.] - Credo che ripeterei tutto, sbagli compresi. Perché è solo grazie agli errori compiuti che può realizzarsi un uomo miglior…GARàGLé! SBREGLò! ScusBEURKKK…mi dispiac..Glà! SbTRegLà!

[M.L.] – Bene. E anche l’altra scarpa è andata.

[G.F.] – Pardòn!—–groàn… mi disp…COFF!…dispiace… cercherò di controllarmi… Giuro… fff… che dopo ti do una mano a pulire… un minimo…

[M.L.] – Grazie, sì. Sarebbe cosa gradita. Ora, andando avanti e cercando di farla finita…

[G.F.] …sì…

[M.L.] – Far ridere non è certo un compito facile e non credo che chiunque possa farlo, cosa bisogna avere, qual’è quella cosa in più, secondo te ovviamente e se pensi sia così?

[G.F.] – Credo sia una cosa istintiva, di pancia, di sensibilità. E poi, credo che spesso per ridere, si debba apprezzare il silenzio. Nel silenzio si annida la comicità più genuina. (pausa) Mmm…

(allontanamento volontario un tantino schifato)

[M.L.] -  …prendo una bacinella?

[G.F.] – No, tutto a posto. Stavo  solo pensando che questa frase forse l’ha già detta qualcun altro…

[M.L.] – Chaplin?

[G.F.] – Mmm.

[M.L.] – Groucho Marx?

[G.F.] – …no …no…

[M.L.] – Woody Allen?

[G.F.] – Macché…

[M.L.] – Carlo Pistarino?

(si illumina) [G.F.] – …ecco! forse!

[M.L.] – Bene. Andiamo avanti. Cosa sono per te il teatro e il cinema e quale la tua passione più grande?

[G.F.] – …beh, direi gli unici due mezzi per esprimermi veramente.
Per citare il sommo John Belushi: “Perché mi sento così a mio agio sul palco? Perché è l’unico posto dove so quello che faccio…”  Amo il teatro ma il cinema resta la mia più grande passione, una malattia.  Sia da spettatore che da “realizzatore” (attore e regista).

[M.L.] – Viro su un argomento più attuale, Eaters, anche tu uno dei punti forti di questo film, come ci racconteresti questa esperienza?

[G.F.] – Un’avventura incredibile, affrontato con il fido e valoroso compare Alex Lucchesi.  Con la Extreme Video ci siamo conosciuti e “amati”sul set di un cortometraggio “Origine dei Demoni” di un amico comune, Davide Cancila.
Marco Ristori e Luca Boni sono i due pazzi che si sono sobbarcati quest’impresa titanica e l’hanno portata brillantemente e coraggiosamente a termine. E sono riusciti grazie alla loro determinazione e talento -e alla disponibilità di Uwe Boll- a realizzare e distribuire un film in cui nessuno in  Italia credeva…

[M.L.] – Puoi parlarci e/o anticiparci qualcosa dei tuoi progetti futuri?

[G.F.] – Beh, nel futuro immediato… fra poco sarò in tournée con Isabella Ragonese ne “La commedia di Orlando” da Virginia Woolf per la regia di Emanuela Giordano… Un ritorno al teatro e una bella sfida personale…  poi tante cosettine lòsche, su cui preferisco mantenere un po’ di riserbo…

[ Voce fuoricampo ] …come se interessasse davvero a qualcuno…

[G.F.] …prego?

[M.L.] – Cosa, ma che dici? ….Vuoi aggiungere qualcosa, salutare, consigliare …insultare [ non sarebbe carino però ]?

[G.F.] – Scelgo “consigliare”… vado a raffica… seguite il “Corso di Cazzotti del Dr. Johnson” (www.corsodicazzotti.it) su You Tube e il canale dei Licaoni in generale (www.youtube.com/user/Licaoni); prestate occhio (e orecchio) all’arrivo di una rock band che risponde al nome di “Carlino’s Way”; ordinate per Natale il dvd o blu-ray di “Eaters” (su play.com, thrauma.com oamazon.de/amazon.co.uk) e  seguite la genesi di “Zombie Massacre” – un film che è già leggenda, sempre a firma Extreme Video (www.extremevideo.it); fatevi un salto sul sito della Coma Film (www.comafilm.net) di quel geNio di Astutillo Smeriglia aka Antonio Zucconi e leggete il suo ottimo blog “In Coma è meglio” (incomaemeglio.blogspot.com); preparatevi a sbalordire  con l’opera prima di un giovane geniale e talentuoso che risponde al nome di  Federico Sfascia (tit. “I.O.U.”  da leggersi “I REC YOU”, www.rubaffetto.com ); in generale, tenete d’occhio la rete perché è il VERO futuro delle produzioni indipendenti; venerate John Carpenter almeno un paio di volte al giorno; andate pianino in autostrada e se siete dei gemelli, aspettatevi l’inaspettato.

[M.L.] – WoW. Hai finito?

[G.F.] …probabilmente no, ma diciamo di  sì.

[M.L.] – Ok, tutto questo appartiene a te o al tuo gemello cattivo?

[G.F.] – Oh, cavolo, mi hai beccato!!!

(scappa via con un singolare triciclo).

[M.L.] – Ehi! E ADESSO CHI LO PULISCE QUESTO CASINO???

 

 

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