RECENSIONE “TOBY MYROR”

Toby Myror, del 2005  racconta di Stefano, ragazzo al quale il padre ha lasciato una notevole eredità che gli permette di vivere una vita agiata e gustarne appieno i piaceri che offre. Una sera, nel bar dov’è solito andare incontra una ragazza, l’ennesima che finirà nel suo letto, ma la mattina seguente trova fuori dalla porta di casa sua una videocassetta con la scritta “ Sweet Silvia” e pensando fosse un regalo della ragazza che la sera, dopo il piacere, aveva trattato bruscamente, rientra in casa e inserisce la videocassetta nel registratore. Quello che vedrà lo turberà non poco dal momento che un uomo mascherato e folle mostrerà in diretta stile snuff movie l’uccisione proprio di quella ragazza rendendola infine un burattino – scena notevole – Da questo punto in poi è un susseguirsi di altre cassette – e anche qui il rimando è facilmente conducibile, per la modalità e non solo a uno dei capolavori di Lynch “Lost Highway” – e fatti strani, di morte che lo porteranno ad un delirio, anche se troppo controllato per la situazione.

Il film, della durata di poco più di mezz’ora è ben fatto, specialmente in alcuni punti in cui risulta maggiormente credibile rispetto ad altri. Di notevole impatto alcune delle scene col l’ater ego che gioca con le sue vittime prima di ucciderle. In aiuto un sottofondo ben scelto con musiche che guidano in un crescendo di attesa e suspance. Inquietante la voce stesso dell’alter ego. Buona la fotografia anche se non sempre rende forse come dovrebbe, specie all’interno del bar dove il tutto sembra un forzato. Anche le varie interpretazioni dei personaggi non sono male, non sono perfette, ma nell’insieme non infastidiscono come a volte capita…e quando succede son dolori…. Nella sua totalità questo lavoro è un buon lavoro, curato e anche abbastanza teso con una buona storia. Un lavoro di rispetto che alla fine riesce nel suo intento con una scena finale per altro inaspettata!

Certo va detto che con più esperienza, da parte di tutti, alle spalle e forse mezzi questo lavoro sarebbe di sicuro risultato migliore sotto più punti di vista, in quanto la storia si presta bene ad uno sviluppo maggiore e più azzardato volendo. Non solo puntando maggiormente sull’alter ego quanto soprattutto sul resto e su particolari scene. Poi va a gusti e qualcuno la penserà diversamente!

[Marinella L.]

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