INTERVISTA AD ALEX LUCCHESI, IL DURO DAGLI OCCHI BUONI

 [Di Marinella Landi]

Oggi N0n solo G0r3, per altro con enorme piacere, vi propone l’intervista ad Alex Lucchesi a molti di voi noto come Igor, personaggio di forte impatto un pò zanza – alla Jack Burton – di Eaters o come istruttore nel “Corso di cazzotti del Dr Johnson”, ma Alex non è solo questo e gli anni di carriera non sono pochi e lo dimostrano, per cui conosciamolo meglio attraverso questa bella e direi completa intervista e mi raccomando, non fate i pigri e leggetela. Ne vale!!!

[ M.L.] – Ciao Alex, per cominciare ti ringrazio per tutto oltre che per la disponibilità a questo interrogatorio. Per cui, come di consueto comincerei dagli inizi. Chi è Alex Lucchesi e come si trova ad intraprendere questa lunga carriera di attore di teatro e non solo, quando hai capito che questa era la strada giusta?

[A.L.] – Alex Lucchesi non è nessuno…

…è semplicemente se stesso.

Il tutto è sicuramente nato nel lontano 1986 quando vidi per la prima volta al cinema il film di John Carpenter “Grosso Guaio a Chinatown”.

Quello fu anche il primo film che vidi 2 volte consecutivamente.

All’epoca con un biglietto acquistato potevi farti una maratona dello stesso film… sempre che ti andasse di farlo (e per “Grosso Guaio” ne valeva la pena)

Con il tempo, questa ed altre pellicole tipo “Ritorno al futuro” di Zemeckis, divennero per me dei veri e propri Cult. Tanto che ne imparai in modo quasi meccanico ogni battuta (talento naturale? Forse… soltanto che non lo sapevo e nessuno me lo avrebbe mai detto…)

Ufficialmente questo mestiere è cominciato dopo aver prestato il servizio militare.

Una volta tornato e abbandonato quella carriera decisi che era tempo di cambiamenti.

“6 giugno 1995”… fu questo il giorno che giurai di spendere ogni secondo della mia vita per il raggiungimento di una meta ben designata: quella appunto di diventare un interprete di livello eccezionale come i miti a cui tutt’oggi mi rifaccio e di cui tutt’oggi seguo il complesso cammino… sempre con una risoluta motivazione spirituale, quasi cavalleresca.

Se la domanda fosse: ti senti un attore completo? la risposta è sicuramente No!

Ed è giusto così, perché non si finisce mai di imparare.

Come dice Rocky “Il mio ring è la strada”…

Di mestieri ne ho fatti tanti, anche dei più umili ma sempre con dedizione e guadagnandomi il rispetto degli altri. Vivevo ogni tipo di lavoro di fatica come un ruolo da interpretare…

Quindi ogni mestiere che ho fatto in vita l’ho messo al servizio della “causa” finale….

Sapevo che la strada scelta sarebbe stata infinitamente lunga e tortuosa.

Ma ho sempre guardato ai suoi lati positivi.

Se riesco nell’impresa… ci sarà una grande storia da raccontare.

[M.L.] – Andiamo subito a toccare un argomento preciso o non finirei più di farti domande. La tua carriera con i Licaoni dura da parecchi anni, com’è cominciata questa avventura?

[A.L.] – Era l’ottobre 1998 quando feci ritorno da un soggiorno di 6 mesi a Londra, dove vissi cercando di inserirmi nel mondo dello spettacolo Londinese. Ma così non fu.

Tornato in Italia, mi inserii di nuovo nel teatro locale per rimettermi in allenamento sulla dizione e nel frattempo imparai da autodidatta i segreti dell’editing video che ancor oggi mi danno la possibilità di togliermi alcune soddisfazioni, realizzando clip musicali, showreel e quant’altro mi passi per la mente.

Durante quel periodo mi capitò di lavorare ad uno spettacolo dove conobbi Andrea Gambuzza che all’epoca fu uno dei Licaoni fondatori.

Lui sapeva che avevo una predilezione per i ruoli action e quando ci fu il primo film dei Licaoni “Mandorle” mi mise in contatto con gli altri del gruppo per partecipare al loro lungometraggio. Fu in quel frangente che ho iniziato la mia amicizia con Guglielmo Favilla e tutti gli altri membri del gruppo.

[M.L.] – Nei vostri lavori interpreti svariati ruoli, dal timido ed insicuro in “Kiss me Lorena”, all’eroe, unico sopravvissuto in “Last Blood”, passando per diverse parti comiche, il tutto sempre ben interpretato, ma quale di queste interpretazioni si adatta meglio alla tua persona?

[A.L.] – Come ho già detto… ho una predilezione per i ruoli action. Quindi sicuramente preferisco interpretare ruoli eroici e smargiassi alla Snake Plisskenpiuttosto di altri.

L’idea però di interpretare diversi ruoli, è per me un allenamento fondamentale. Sperimentando sempre gesti nuovi, cerco di creare il “personaggio-icona”

Ho sviluppato più stili ma sempre cercando di imporre una specie di “firma” su questi personaggi.

Per molti è considerato un difetto… ma a me piace sentir dire alle persone:

-quel personaggio è fatto alla Alex Lucchesi.-

Che ci volete fare, gli “esperti” del nostro paese dicono di me:

-Alex Lucchesi è sempre spiacevolmente sopra le righe.-

Ma non fa niente. Lavoro per il mio pubblico, io sono fedele a loro e lo sarò sempre.

[M.L.] – Last Blood, com’è nato e come lo hai vissuto?

[A.L.] – Last Blood è sicuramente un lavoro di elevata importanza. Perché per la prima volta dopo numerose esperienze teatrali e video, i mezzi -seppur non ancora all’avanguardia- ci davano la possibilità di spingersi oltre. Era giunto il momento di passare di livello e provare una strada più complessa che quella della semplice commedia.

E fu così che grazie al talento delle mani capaci di Alessandro Izzo, Guglielmo Favilla, Francesca Detti, complici Fabio Amadei e la prestigiosa Crea FX è stato possibile scommettere su di me e realizzare così quel pluripremiato cortometraggio.

Era un lavoro senza “mezzi”… e i “mezzi” siamo stati noi.

(Il sangue che è stato versato per realizzarlo non lo si trovava soltanto nel titolo)

[M.L.] – Dopo tutti questi anni coi Licaoni in cui si può dire siete cresciuti, sotto molti punti di vista, insieme, cosa ricordi maggiormente e cosa non rifaresti, sempre ci sia qualcosa che non rifaresti?

[A.L.] – Le cose da ricordare sono tutte… perché tutte corrispondono ad un tassello per costruire la strada verso la perfezione.

Non c’è niente che non rifarei. Tutto ciò che è stato, ci ha dato la possibilità di sperimentare e affinare nuove tecniche. E tutto ciò… fa parte di quella bellissima storia da raccontare… quando giungeremo al nostro epilogo…

Una storia epica fatta di persone armate soltanto del loro talento e della loro passione.

“all’ alba di domani il mondo saprà…che degli uomini liberi si sono opposti ad un tiranno…

che pochi si sono opposti a molti…e che prima che questa battaglia sia finita, che anche un Dio Re può sanguinare…”

Leonida “300”

[M.L.] – Parliamo del simpaticissimo “Corso di cazzotti del Dr Johnson”, nato come sketch nello spettacolo teatrale “I Licaoni Fat Show”, come vi è venuto di portarlo sul web con una vera e propria serie, molto seguita per altro?

[A.L.] – Il web era la nuova frontiera che avevamo già sperimentato presentando il primo film scaricabile gratis dalla rete “Kiss Me Lorena”.

Con l’avvento di You Tube sembrava veramente possibile avere una discreta visibilità, cosa che non sarebbe mai accaduta tramite i canali tradizionali che in più occasioni ci hanno snobbato.

L’idea fu appunto di confezionare un prodotto di qualità (sempre con mezzi alla portata) e cercare così di farsi strada nel web con quella competizione genuina che dovrebbe stare alla base di ogni sfida.

Cioè guadagnarsi il rispetto del pubblico senza infangare nessuno, ma puntando come sempre sulle proprie forze (e anche su i propri limiti).

[M.L.] – Tu sei anche, insieme al collega Favilla protagonista di Eaters, del duo Boni/Ristori, come sei stato scelto per interpretare Igor, ormai personaggio cult, e com’è stato lavorare in questo road movie alla carne?

[A.L.] – Avevamo appena conosciuto il duo Boni/Ristori sul set del Corto “Origine dei Demoni” di Davide Cancila dove curavano tutta la parte fotografica, sonora e di post produzione.

Entrammo subito in perfetta sintonia, perche entrambi noi eravamo tutti abituati a lavorare a ritmi estremi. Quando lavori senza soldi e per la gloria, il lavoro si moltiplica di mille volte.

Lati positivi? Si!

Il carattere si forgia.

Lati negativi? Si!

Le bollette vanno pagate.

Loro mi conoscevano per il corto “Last Blood” che avevano presentato al loro festival di empoli “La Perla Nera”.

Mi dissero che avevano una sceneggiatura pronta sulla quale lavoravano da molto tempo.

…E aggiunsero che il personaggio di Igor aveva bisogno di uno con le mie qualità recitative e che in Italia non avrebbero trovato mai altro interprete adatto a quel ruolo.

Ci voleva uno sopra le righe…

Ed io sono sempre infinitamente sopra le righe.

Quindi mi passarono la sceneggiatura, la sera la lessi, ed il giorno dopo gli risposi:

Ci sto!

E così è nata questa bellissima avventura. Che anche stavolta ci ha dato altre possibilità di crescere e di far crescere tutte le persone che ci hanno aiutato.

Che sono molte e tutte in gamba, dall’armiere Max Valente con il suo gruppo militare al mio stimatissimo amico Michele Silvestri che con il suo gruppo di Stunts hanno collaborato alla realizzazione del film, al gruppo Hard Rock “Deadly Tide” che da tempo produce colonne sonore che accompagnano le mie avventure; senza dimenticare anche i “Wheels Fargo and the Nithingale” anche loro presenti nella colonna sonora di Eaters e così via per tantissimi altri appartenenti a questa grandissima famiglia….

…David Bracci, Carlo Diamantini…potrei andare avanti per ore.

[M.L.] – Cosa ti ha lasciato (Eaters)?

[A.L.] – Eaters è stato una bella palestra. Con Eaters abbiamo raggiunto un prodotto di qualità che però non è esente da difetti.

Purtroppo i mezzi di questo low budget erano inesistenti. Quindi o si guarda il lato positivo che pur essendone senza è riuscito come un buon prodotto, o lo si confronta ad un qualsiasi prodotto della serie “A” e ci si pone tutte le limitazioni del caso. 

La strada verso la leggenda è ancora molto lunga.  

[M.L.] – La tua carriera ti vede decisamente impegnato sotto molti aspetti, sei nato dal teatro e ti sei mosso anche nel cinema, quale delle due strade ha la tua preferenza?

[A.L.] -Il teatro mi è servito per imparare e per rapportarmi fisicamente con il pubblico diventando tutt’uno con loro.

Amo il cinema però, e con il cinema me ne voglio andare.

La mia carriera terminerà solo dopo che avrò girato almeno una pellicola del livello di

“Per qualche dollaro in più” di Sergio Leone e non prima.

So che l’aver detto questo attirerà l’attenzione di molti nemici pronti a sparare su di me le loro sentenze.

Ma a loro rispondo:

“Ne dovete mangiare di spaghetti Western, prima di farmi fuori”

(voce impostata alla Alex Lucchesi)  

[M.L.] – Pregi e difetti del tuo lavoro? 

[A.L.] – I pregi si ottengono solo girando pellicole che ci piacciono e interpretando ruoli a noi su misura.

Altrimenti si rischia di sprecare una vita senza aver mai trovato se stessi e la vera felicità. 

E quando parlo di ruoli non voglio dire ruoli da protagonista o che… parlo solo di ruoli giusti.

Anche il solo dire una battuta al momento giusto “E’ grande” e rende “Grandi”. 

Non misuro l’importanza di un personaggio dal numero delle sue battute… 

Questo è un difetto che lo si impara soltanto nelle accademie italiane… 

-ma che volete farci io sono un autodidatta…ho altri parametri.-

I difetti non esistono se ami il tuo lavoro. La passione ti permette di fare cose eccezionali abbattendo così qualsiasi problema.

Anche quello più spietato… ovvero il tempo che scorre inesorabile e che si porta via la tua esistenza. 

[M.L.] – E le soddisfazioni?

[A.L.] – Una soltanto. La ricerca dell’immortalità. Il santo “Grail”.  

[M.L.] – Quanto pensi sia importante la passione per il proprio lavoro e per i propri sogni, quelli che si inseguono, basta da sola?

[A.L.] – Dipende sempre da cosa si vuole veramente e da qual’ è il nostro obbiettivo. 

-Ogni uomo può arrivare a trovare la ricompensa che cerca. Se è l’oro che cerca è l’oro che troverà.-

Black Jackob “Purgatory”

La meta deve essere ben nitida nella mente di un uomo, e tanto è forte la sua volontà tanto essa le è maggiormente vicina.

Si tratta solo di essere onesti con se stessi e capire cosa si cerca esattamente.

[M.L.] – Cosa consiglieresti ai giovani attori che muovono i primi passi?

[A.L.] – Ogni giovane attore dovrebbe prefissarsi un obbiettivo, e una volta raggiunto prefissarsene altri di livello maggiore. Dando vita alla propria personalità e creandosi il proprio stile.

Consiglio numero 1:

Evitate di essere semplici numeri.

Consiglio numero 2:

La volontà vi può portare a livelli eccezionali.

Consiglio numero 3:

Un vero interprete difficilmente lo si può sostituire.

Quindi specializzarsi in ruoli particolari può aumentare il vostro indice di gradimento e rendervi indispensabili.

Non crediate a tutte quelle stronzate che vi raccontano che un attore deve saper far tutto…

Sono pochi quelli che ci riescono.

La maggioranza scimmiotta più ruoli ma non è padrone di nessuno di essi.

(Quindi poco ma buono)

[M.L.] – Progetti futuri nei quali ti potremo trovare, guardare e nuovamente apprezzare?

[A.L.] – Qualcosa bolle in pentola ma per ora sono soltanto dei rumors…

Tra i lavori imminenti è previsto un film in stile “Indiana Jones” da girare nelle filippine, un nuovo progetto coi Licaoni, la possibilità di rilavorare con il duo Boni/Ristori al loro nuovo film a tema zombi, e ho altre quattro proposte di cui ancora non posso parlare.

Aspettiamo e vediamo che succede.

[M.L.] – Ok, credo sia arrivato il momento di lasciarti ai tuoi impegni e ti ringrazio nuovamente, vuoi aggiungere ancora qualcosa, un saluto per i “seguaci” di Non solo G0r3?

[A.L.] – Ne approfitto per salutare voi Milady, che siete sempre cosi gentile e professionale, e tutte quelle persone, che mosse dalla passione affrontano ogni giorno la battaglia per la ricerca della propria meta. Qualunque essa sia.

A loro dico:

Non mollate mai. Non permettete mai a nessuno di poter distruggere i vostri sogni.

Siate voi stessi e non perderete mai.

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