TOBY MYROR, CARILLON E ORIGINE DEI DEMONI DI DAVIDE CANCILA

Classe ’81 toscano, è si un regista, ma di base anche un fotografo ( e pure bravo ) – http://www.davidecancila.com/home.html del quale mi sono già ritrovata a parlare in precedenza ma senza affrontarlo in maniera un po’ più approfondita dal momento che fino ad oggi avevo visto solo “Origine del demoni” e proprio di questo avevo parlato. Grazie allo stesso Davide ho potuto guardare altri due lavori che risalgono rispettivamente al 2005 e al 2006, anno in cui si è fermato, anche se è stato successivamente girato “Origine del demoni”.

Nei suoi lavori, più correttamente quelli che ho potuto vedere, sono sempre presenti dei personaggi strani e al tempo stessi affascinanti – interpretati tra l’altro sempre da lui – che vengono oltretutto rappresentati molto bene. Ha quasi dell’inquietante quanto vesta bene questi panni…

In Toby Myror” del 2005 interpreta “l’alter ego” dell’attore protagonista – Antonio Lombardi – e lo fa in maniera – scusate la ripetizione – inquietante. Un personaggio che mi ha ricordato parecchio le creazioni visionarie ed insieme geniali del grande Lynch.

Toby Myror racconta di Stefano, ragazzo al quale il padre ha lasciato una notevole eredità che gli permette di vivere una vita agiata e gustarne appieno i piaceri che offre. Una sera, nel bar dov’è solito andare incontra una ragazza, l’ennesima che finirà nel suo letto, ma la mattina seguente trova fuori dalla porta di casa sua una videocassetta con la scritta “ Sweet Silvia” e pensando fosse un regalo della ragazza che la sera, dopo il piacere aveva trattato bruscamente, rientra in casa e inserisce la videocassetta nel registratore. Quello che vedrà lo turberà non poco dal momento che un uomo mascherato e folle mostrerà in diretta stile snuff movie l’uccisione proprio di quella ragazza rendendola infine un burattino – scena notevole – Da questo punto in poi è un susseguirsi di altre cassette – e anche qui il rimando è facilmente conducibile, per la modalità e non solo a uno dei capolavori di Lynch “Lost Highway” – e fatti strani, di morte che lo porteranno ad un delirio, anche se troppo controllato.

Il film, della durata di poco più di mezz’ora è ben fatto, specialmente in alcuni punti in cui risulta maggiormente credibile. Di notevole impatto alcune delle scene col l’ater ego che gioca con le sue vittime prima di ucciderle. In aiuto un sottofondo ben scelto con musiche che guidano in un crescendo di attesa e suspance. Buona la fotografia anche se non sempre rende forse come dovrebbe, specie all’interno del bar dove il tutto sembra un po’ forzato. Anche le varie interpretazioni dei personaggi non sono male, non perfette, ma nell’insieme non infastidiscono come a volte capita..e quando succede son dolori…. Nella sua totalità questo lavoro è un buon lavoro, curato e anche abbastanza teso con una buona storia. Un lavoro di rispetto che alla fine riesce nel suo intento con una scena finale per altro inaspettata!

Carillon” del 2006 della durata di 10 min. ca. Il corto inizia con una carrellata di fotografie di una coppia felice, un pacchetto regalo e la protagonista – Francesca Ranieri – che si prepara per incontrare il suo amato – Antonio Lombardi -. Nella scena successiva ci si trova immediatamente spiazzati, quando lei, mentre fa per andare in contro all’uomo lo vede che abbraccia e bacia un’altra. La disperazione di lei da inizio ad un breve ma intenso viaggio che cavalca il mito per eccellenza…una leggenda immortale. Uno strano individuo – sempre interpretato da Cancila – si parerà davanti agli occhi di lei. Affascinante e cupo il loro incontro che finirà con due canini ben appuntiti e mortali conficcati nel collo della giovane. La scena si sposta quindi nell’appartamento del giovane e l’epilogo ci svela un suo lato non proprio umano che finirà per nutrirsi del sangue di lei, nel frattempo giunta nell’appartamento sotto forma di non morta…

Senza dubbio un lavoro migliore del precedente Toby Myror. La fotografia è buona in tutto il film e si adatta bene alla storia, ai personaggi e agli ambienti, specie quello che porta la protagonista e il vampiro all’incontro, questa scena a mio parere esprime tutto quello che c’è da esprimere, dalla disperazione e la curiosità di lei, alla sensualità e l’ambiguità di lui, il tutto avvolto da un “nero” misterioso e spesso. Azzeccata anche la mancanza di dialoghi sostituita molto bene da musiche cupe e morbose in certi momenti. Non per questo privo di difetti o piccole parti “stonate”, ma nell’insieme coinvolgente. Una cosa che non riesco ancora a definire se mi sia piaiuta o meno è il trucco da non morta di Francesca Ranieri, sicuramente ben fatto ma non del tutto convincente, soprattutto nella parte dedicata al petto e al volto, buoni invece gli effetti speciali.

Entrambi i titoli sono presentati dalla Alter Ego Film.

Il design della cover di “Carillon” è di Luca Boni per la Extreme Video.

E visto che ci sono concludo con “Origine dei demoni”, del 2011 realizzato per la Extreme Video. Corto che racconta la storia di due persone, Lukas – interpretato da Alex Lucchesi – e Elèna – Piera Dabizzi – perseguitate da forze oscure e diaboliche per colpa di un marchio che da sempre li segna. Braccati in una casa lottano contro queste forze fino al ritrovamento di un antico diario per il quale verrà mandato in aiuto il prete Eliah – Un’ irriconoscibile, quasi, Guglielmo Favilla – Il misterioso diario oltre a custodire la probabile salvezza, libera un essere leggendario, – interpretato dallo stesso Cancila – il cacciatore di ghiaccio. Il compito di Eliah è quello di tradurre il diario affinché si scopra la chiave di tutto, custodita proprio nello strano essere incatenato ad una sedia. Una serie di eventi porteranno a liberare il cacciatore di ghiaccio, ma per Lukas ed Elèna sarà troppo tardi…

Cancila con questo lavoro dimostra senza dubbio una maturità notevole e dispiace apprendere che per il momento si sia fermato sotto questo fronte. Una regia salda e curata, una fotografia impeccabile e delle interpretazioni credibili. Perfetto Lucchesi a vestire i panni dell’eroe un po’ rude e selvaggio, ruolo che gli calza a pennello. Fantastica, a mio parere Piera Badizzi che non stona col contesto nemmeno per un momento. Ben riuscita – tolto che ricorda un po’ Harry Potter – anche l’interpretazione di Favilla, come sempre del resto. Un cast artistico che non fa una piega, così come per quello tecnico, professionale e di impatto, tra cui ritroviamo Luca Boni, Marco Ristori, la CreaFX per gli effetti speciali, Visioni Gotiche per le musiche e per il suono Andrea Pasqualetti e Andrea Falaschi.

Avevo già espresso il mio parere in merito a questo titolo, ma ben felice di farlo nuovamente.

Davide Cancila è sicuramente un artista dotato e capace che mi auguro torni presto sui suoi passi regalandoci altri lavori come questo!

 

[Marinella L.]

 

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