RECENSIONE “JINGLE BELL JINGLE BLOOD 2″

Colgo intanto l’occasione per ringraziare Roberto Albanesi per l’anteprima in streaming. Fermo restando che i suoi lavori con la NOS – New Old Story – li affronteremo nello specifico e nel dettaglio in un secondo momento, io qui dico che,  a livello personale questo seguito mi è piaciuto davvero e ho riso dall’inizio alla fine per l’assurdità e il non sense della maggior parte della pellicola e di alcune situazioni, ma affrontiamolo passo passo.
Questo film di 1:40 min. è sicuramente – mi riservo su “Torno a prenderti” – del quale non ho terminato ancora la visione ma ci stiamo lavorando – il migliore che questo regista insieme al socio Simone Chiesa e a tutta la truppa abbia tirato fuori, ma come vi ho detto prima, mi soffermerò solo su Jingle bell Jingle blood 2. Non è un film di alto livello e questo, senza voler offendere nessuno ne tanto meno l’impegno adoperato, penso lo si possa intuire fin dalla prima scena, eppure rispetto ai precedenti lavori, il tutto è più curato, quindi una fotografia esistente e sicuramente d’aiuto in alcuni momenti, piacevoli alcune inquadrature, ma nell’insieme si risente nuovamente di scene troppo scure e soggetti sfocati. La storia che in fondo non è malaccio parla della classica corruzione, politica e non messa in scena con ironia ed è proprio questo, insieme all’indubbia simpatia degli elementi con i quali ci si trova ad avere a che fare che il film, nonostante sia difettoso  riesce a divertire in maniera genuina. Perso un po’ lo stile poliziesco anni 70 che al contrario si respira nel primo, ma si può dire senza dubbio migliorata la recitazione anche se non per tutti e comunque non raggiungendo quel qualcosa in più a livello tecnico nonostante ci sia del valore aggiunto a livello personale. Comunque, in una Casalpusterlengo corrotta e in preda alla criminalità – e qui già scappa da ridere -  tre uomini dovranno collaborare e fermare quest’ondata di violenza e di morte dettata da Bobby Miami. In ordine loro sono: L’agente Serpico, il Dottor Filibustazzi e lui, il cavaliere scuro. La storia ruota intorno al cattivo e spietato criminale Bobby Miami – uomo del quale non si conosce realmente l’identità, Filibustazzi a parte che ne è stato il medico, dal momento che porta una maschera da cavallo – il sindaco Ubaldo Terzani – nome che ha volutamente omaggiato  il personaggio del film del regista Gabriele Albanesi che non c’entra però e ovviamente nulla – personaggio che mi ha fatta piegare dal ridere e ad un misterioso individuo vestito e truccato alla Renato Zero col suo simpatico perché. Una serie di situazioni astruse e momenti al limite dell’insensato in grado di strappare più di un sorriso. Io, nonostante le pecche e i grossi difetti presenti, ho apprezzato questo lavoro e se mi fossi trovata  a dover scegliere tra uno dei soliti cinepanettoni e questo, non avrei avuto il minimo dubbio e avrei scelto Jingle bell Jingle blood 2!
L’impatto con questa pellicola potrebbe essere quasi traumatica per molti che sceglierebbero probabilmente la via della “critica” pesante e poco costruttiva… un film così o lo si odia o lo si ama, se lo si comprende. Non è certamente un film da multisala, ne tanto meno un lavoro impeccabile privo di alterazioni o strappi e l’impegno col quale non nego sia stato girato e preparato il tutto non è bastato per renderlo un lavoro di qualità, eppure è divertente e paradossalmente piacevole.
Questo film se non altro risulta meno amatoriale dei precedenti e questo è sicuramente un passo avanti, ma la strada è ancora lunga per alzare il livello, anche se qui mi sorge spontaneamente il dubbio che tutto quello che fanno e il modo in cui lo fanno sia appositamente voluto, in questo caso le cose prenderebbero decisamente un altra piega… Rimane quasi un mistero, come l’identità di Bobby Miami…
Amici che dire, togliendo il giudizio obiettivo io mio sono divertita da matti con questo Cavaliere scuro, ma credo di essere anche andata un po’ oltre per capire certi meccanismi mal funzionanti e non tutti forse sono disposti a farlo. Qui, non credo nessuno miri ad essere il nuovo Kubrick o colleghi – anche perché sarebbe altamente difficile – c’è solo passione, che molte volte da sola non basta però, genuinità e nessuna pretesa, quindi umiltà e questa qualità è sicuramente da apprezzare.
Detto questo, se dovessi dare un voto tecnico a questo film risulterei probabilmente cattiva, un orco, ma se dovessi farlo a livello personale del mio Io, beh, sarei tremendamente generosa.
Che dirvi, presto sarà disponibile sia in DVD che in Streaming e allora potrete scontrarvi con questo non sense in una particolare parentesi cinematografica nostrana e farvi comunque tutto o incantare o prendere da disperazione totale.

[ Marinella L.]

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